13/11/2018

Napoleone Bonaparte beveva Champagne

In caso di vittoria lo meritiamo, in caso di sconfitta, ne abbiamo bisogno”.

Questo era il motto che si attribuiva a Napoleone, personaggio al quale si deve in assoluto la promozione e lo sviluppo delle vendite dello champagne in tutta Europa.

Egli pretendeva infatti che al seguito delle truppe ci fosse sempre una buona scorta di champagne per brindare alle sue vittorie. Nacquero così le prime filiali all’estero, prima fra tutte la Maison Cliquot ( divenuta poi Veuve Cliquot Ponsardin) che instancabilmente seguiva le truppe napoleoniche con carri stracolmi di casse di Champagne. A Napoleone inoltre si deve l’arte di sciabolare le bottiglie dello champagne per aprirle in modo teatrale.

Ma la storia non aveva ancora esaurito il suo corso e lo champagne che all’epoca si consumava era ancora carico di impurità dovuto alla rifermentazione in bottiglia e doveva subire lunghe decantazioni in bicchieri affusolati e dagli steli molto lunghi per far si che i depositi fermentativi precipitassero nel fondo.

Si dovrà attendere l’intuizione di un enologo tedesco che le malelingue volevano indicare come l’amante della vedova Cliquot. Questi in uno slancio di passione, inventò in onore dell’ amata le cataste di legno nelle quali inserire i colli delle bottiglie di champagne per effettuare i famosi remuage atti a far scendere i sedimenti sul collo della bottiglia. Nacquero le pupitres e lo champagne, limpido, cosi come lo conosciamo oggi finalmente arrivò, era il 1810.