18/02/2019

Le donne future star della Champagne?

Se nell’ UMC piuttosto che nei Syndacat General des Vigneons la presenza delle donne si conta sulla punta delle dita di una mano, non si può certo dire altrettanto dal unto di vista operativo.

Sono sempre di più infatti le donne e giovani donne che affiancano, mariti o genitori nella conduzione delle aziende champenois. E non sto parlando dei lavori d’ufficio, ben si del lavoro in vigna, nel pressoir, alle vendite e alla gestione diretta delle cantine. Del resto il fenomeno lo si apprezza anche in Italia dove sono ormai tantissime le aziende vitivinicole gestite da giovani donne del vino.

Ebbene a me questo fenomeno piace, e anche tanto. Lo champagne è eleganza e finezza allo stato puro e se per troppo tempo è stato appannaggio del genere maschile ben vengano le fresche ventate di innovazione portate dalle giovani imprenditrici. Non è per contro certo una novità.

Storicamente le donne dello Champagne hanno segnato la storia significativamente. Ora le nuove donne dello champagne stanno innovando il mercato.

Passano dalla potatura, al trattore, dalle analisi chimiche agli assemblaggi e poi mollati stivaloni e salopette eccole passare alla veste di export manager vestite di tutto punto. Insomma ci troviamo di forte ad un fenomeno in crescita esponenziale e lo sarà sempre di più.

All’università di Reims sono tante le docenti donne e di laureande in enologia sono piene le aule. Per non parlare delle aziende champenois già gestite dal genere femminile. L’elenco si farebbe davvero lungo.

Io stesso ho già trattato diverse piccole maison gestite da giovani donne e dovessi dire che ho trovato uno dei loro champagne non interessanti, mentirei.

Oggi particolarmente amo gli Champagne Prodotti da Carole Doyard, vinificati in premier cru a Vertus, e gli Champagne Guy de Chassey prodotti da Ingrid Oudart. Questi ultimi Gr Cru di Luvois. Non ne preferisco uno all’altro, ma ne bevo uno piuttosto che un altro a seconda di come mi sento in quel momento.  Di certo sono due esempi di eccellenza. Morbidi e  freschi i primi, concreti e minerali i secondi. Non uno che prevalga sull’altro, piuttosto uno prima e altro dopo, ecco.

A marzo Ingrid verra  nelle aule di Petit Perlage ed allora sarà per tutti i fortunati avventori possibile conoscere da vicino la vigneron che diventa export meneger. Se devo dirla tutta però, conoscerete una ragazza appassionata del suo lavoro che imbottiglia opere d’arte. Sentiremo parlare di loro!