12/11/2018

L’arte dell’assemblaggio: il savoir faire che si tramanda di padre in figlio

È forse il momento più intrigante e complesso di tutta la filiera produttiva dello Champagne. E’ un gesto artistico ed al contempo altamente tecnico. Certo è che libera le fantasie di uomini visionari, sognatori. Di cosa stiamo parlando?

L’assemblaggio. È l’arte di unire vini provenienti da uve diverse, annate differenti, zone differenti, con il risultato di ottenere un vino nettamente superiore alla somma degli elementi, ovvero uno Champagne!

Non vi pare già sufficientemente complesso “fare” un buon vino? Ebbene immaginate ora di avere di fronte a voi un panel di assaggio composto da 10, 15, 20 o anche di più, vini diversi. Tutti espressione precisa di un determinato sottosuolo, di un’annata segnata da avversità climatiche o meno, di un vitigno in particolare ed ancora di quella specifica uva cresciuta su un sottosuolo sabbioso piuttosto che argilloso.

Ebbene i vignerons champenois nei secoli hanno affinato la capacità di unire nelle giuste proporzioni questi elementi, immaginandosi perfettamente che cosa succederà in futuro al loro vino così assemblato! L’assemblaggio così creato darà origine ad uno champagne in seguito alla seconda fermentazione in bottiglia, e l’effervescenza che si genererà durante la presa di spuma dovrà essere perfettamente in equilibrio con l’acidità. Allora si che avranno ottenuto ottimo champagne. Beh, non per nulla l’arte dell’assemblare i vini è una cosa di famiglia, che si tramanda di generazione in generazione allo scopo di tramandare ai più giovani il modo migliore per valorizzare tutta l’esperienza accumulata ion anni e anni di duro lavoro tra i vigbneti della champagnerne così le proporzioni che concorreranno alla creazione dell’assemblaggio perfetto.

1 thought on “L’arte dell’assemblaggio: il savoir faire che si tramanda di padre in figlio”

Comments are closed.