13/11/2018

Grazie Roma se possiam bere lo champagne ancora

Se il mondo oggi può bere lo Champagne deve assolutamente ringraziare noi italiani. Ebbene sì, avete capito bene. L’Impero Romano infatti durante la sua espansione coloniale aveva necessità di conservare i suoi confini. A tal scopo gli abili senatori intuirono di dover dare una forte motivazione ai centurioni affinchè rimanessero con le proprie truppe a presidiare i confini. La trovata geniale fu affidare loro la coltivazione della vitis vinifera.

Se ai centurioni avessero dato il grano alla fine del raccolto probabilmente le truppe avrebbero levato le tende. La vite invece, che richiede molti più anni per il suo ciclo produttivo fu la motivazione corretta per garantire il presidio dei confini.

Nell’attuale terra di Champagne gli antichi romani furono tanto abili da aver impiantato i vitigni scegliendo le migliori esposizioni, i terreni con il migliore drenaggio e quelle viti che meglio si adattarono alle latitudini estreme nelle quali si incrociavano influenze oceaniche e continentali. Tutt’oggi in champagne si produce il nettare degli Dei a partire da vitigni cloni di quelle particolari specie piantumate da Roma, ma le trasformazioni sono state tante. Pensate che un tempo in champagne si produceva per lo più vino rosso e dolce. Ben lontani quindi dalle solleticanti bollicine che hanno conquistato il mondo con la loro freschezza!